Conclusioni

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In conclusione della precedente analisi, sintetizzata dalla Tabella SWOT generale, è possibile definire in primo luogo una sintesi dei punti critici. Iglesias si trova attualmente in una situazione di profonda crisi conseguente non solo alle ripercussioni locali di una difficile situazione economica regionale, ma soprattutto alla perdita di una posizione di attrattore economico che in passato aveva una corrispondenza anche sul piano culturale, causato dal processo di chiusura delle miniere che ha privato la città non solo della preminenza economica nei confronti del territorio ma anche indebolito pesantemente l’identità stessa di Iglesias, tradizionalmente fortemente caratterizzata da una ricchezza culturale testimoniata dalla lunga storia della città.
La ricostruzione dell’importanza culturale di Iglesias deve quindi partire dalla vocazione che attualmente è andata perduta, cioè la vocazione industriale da interpretare non come un legame con una monocoltura che attualmente non esiste più, ma come un recupero della capacità di progettare e realizzare che è alla base della cultura industriale.
L’impostazione dell’attuale amministrazione di ricostruzione di una vivibilità della città deteriorata negli ultimi decenni, grazie al rafforzamento dei servizi al cittadino e al miglioramento della qualità dei servizi deve essere fondata su un preliminare rafforzamento del ruolo della cultura come elemento di aggregazione sociale della città.
La cultura in questo contesto deve diventare non solo un elemento di valorizzazione a fini turistici, ma il cardine attorno al quale avviare un processo di riaggregazione in grado di intervenire nel profondo della struttura sociale della cittĂ , a partire dalle numerose associazioni culturali e sportive presenti in cittĂ .
Caso emblematico è la scuola civica di storia che ha attirato numerosi iglesienti curiosi della propria storia. Per quanto riguarda le attività economiche la fine dell’economia mineraria ha fortemente influito, in modo negativo, sulla ricchezza prodotta dalla città di Iglesias e sui livelli di vita dei suoi cittadini. Per riattivare un processo di produzione di ricchezza è necessario quindi intervenire in modo deciso su tutti i settori di attività economica.
Attualmente è fondamentale la stretta connessione economica tra Iglesias e Porto Vesme, che impiega direttamente o nelle imprese esterne tra 2000 e 2500 residenti nella città, e che rappresenta quindi una realtà economica attualmente imprescindibile per la città. La monocoltura industriale di Porto Vesme comunque non rappresenta il futuro ma una realtà da difendere per i prossimi 10-15 anni e richiede un impegno diretto per evitare una smobilitazione in tempi brevi che avrebbe risultati devastanti sull’ economia locale e per guadagnare il tempo necessario per riavviare in modo deciso la riorganizzazione produttiva di Iglesias, da realizzare in primo luogo con un nuovo assetto della città sia relativamente all’aspetto urbanistico che al ruolo che ricopre nella nuova provincia.
Strategico per qualificare Iglesias come centro di attrazione e rafforzare in prospettiva il processo di valorizzazione delle specificità culturali non meno che ambientali è la realizzazione del centro intermodale, rispetto al quale l’ amministrazione regionale ha già dimostrato la sua disponibilità al finanziamento. Questo intervento sarebbe in grado di potenziare fortemente il ruolo di Iglesias come centro di servizio rivolto ad un territorio più ampio e la riqualificazione e il potenziamento del centro storico consentirebbe anche di sostenere le attività commerciali cittadine, fortemente penalizzate dalla presenza di strutture di media distribuzione, oltre che di qualificare Iglesias come centro di attrazione turistica fondato sulla valorizzazione delle specificità culturali non meno che ambientali. Inoltre, si porrebbero le basi per  l’attrazione di nuovi residenti che sceglierebbero Iglesias in quanto Città da vivere e non quartiere dormitorio di Cagliari.
Rappresenta un comparto importante anche l’attività agricola, fortemente penalizzata negli anni scorsi non solo dal negativo andamento regionale ma anche da una dinamica specifica di Iglesias che ha riguardato una valorizzazione edilizia delle campagne circostanti, che ha elevato i prezzi dei terreni agricoli e contemporaneamente ha anche sottratto aree agricole di pregio alla produzione.
Peraltro l’attività agricola è uno degli elementi di connessione di Iglesias con i comuni circostanti, come Villamassargia, Musei, Domusnovas, Fluminimaggiore, e quindi un rilancio dell’attività in questo settore riveste una certa importanza anche per la prospettiva di ricostruzione della centralità di Iglesias in un ambito più ampio. Per quanto riguarda i singoli interventi, finalizzati all’attuazione del progetto di ricostruzione di Iglesias come “città dell’accoglienza e dei servizi”, da realizzare attraverso una riorganizzazione complessiva dell’assetto della città e del suo inserimento in un più ampio contesto territoriale sono da considerare decisivi i seguenti progetti:
•riqualificazione urbana generalizzata, indirizzata a tutta l’area abitata e finalizzata al recupero del degrado urbano che ha afflitto Iglesias negli ultimi decenni, che rappresenta un elemento importante di un processo di miglioramento della qualità della vita che vuole essere avviato dall’amministrazione comunale, da realizzare attraverso un recupero del decoro estetico e degli scorci ambientali, un miglioramento della mobilità pedonale, una riorganizzazione delle aree di sosta dell’accessibilità ai luoghi, la realizzazione di piste ciclabili; elemento chiave di questa volontà è la realizzazione del PUC;
•riqualificazione di un centro storico di pregio, unico nel centro sud della Sardegna, nella prospettiva di immaginarlo e gestirlo non come un museo ma di renderlo un luogo di produzione di ricchezza, con un centro commerciale naturale in grado di attrarre operatori e contestualmente stimolando l’insediamento delle attività produttive compatibili nel centro storico stesso, come quelle di artigiani con lavorazioni da bottega ed artistiche e strutture ricettive di tipologie come B&B e albergo diffuso; contestualmente si intende, naturalmente, riqualificare l’insediamento residenziale;
•questo spostamento sarà facilitato dalla realizzazione dell’area artigianale nella zona delle ex miniere di Campo Pisano, che dovrà diventare l’area di insediamento delle attività produttive e sarà opportunamente infrastrutturato anche dal punto di vista viario;
•il progetto strategicamente più importante per la ristrutturazione del centro storico e, peraltro, per la ricostruzione del ruolo di Iglesias nel territorio è la realizzazione del Centro intermodale, da realizzare nell’area attualmente occupata dalla stazione ferroviaria, dotato di parcheggi e per un importo stimato di attività per 7 milioni di euro; grazie a questa iniziativa, rivolta prevalentemente al traffico passeggeri e alla realizzazione di un polo della direzionalità amministrativa, mentre una analoga iniziativa a Carbonia sarà rivolta al traffico merci (e quindi prevalentemente rivolta alla soddisfazione delle esigenze del polo industriale di Porto Vesme), sarà possibile rilanciare il ruolo centrale di Iglesias come polo di offerta di servizi nel territorio, grazie ad una facilità di trasferimento che consentirà alla città di diventare un reale attrattore di traffico stimolato dalla presenza di uffici pubblici (INPS, INAIL, Centro per l’Impiego etc.) e delle numerose scuole; la presenza del maggior traffico passeggeri un’area integrata nel centro storico potrà contribuire in modo importante alla rivitalizzazione del centro storico stesso, ripopolandolo e consentendo anche una valorizzazione reale della tradizione culturale della città;
•altro progetto strategicamente importante è il Master Plan di Monteponi che comprenderà un’area di ricostruzione del borgo, un’area di ricettività con diverse iniziative che vanno dall’economico al 5 stelle superiore, un rafforzamento della attuale presenza scientifica e culturale (l’Università) ed una parte residenziale; la filosofia di riorganizzazione dell’area sarà anche in questo caso non di cristallizzazione in un museo a cielo aperto ma di definizione di un nuovo assetto territoriale finalizzato ad una riconversione economica e culturale dell’area; peraltro nell’area di Monteponi è già presente e sarà potenziato un polo universitario che attualmente comprenderà non solo gli attualmente presenti corsi di Ingegneria per l’Ambiente, di Informatica e Scienza dei Materiali ma anche quasi tutti i corsi di Scienze della Terra; peraltro nella stessa area di Monteponi è in corso di recupero l’edificio che dovrà ospitare l’Archivio delle miniere, che ospiterà tutti i documenti minerari della Sardegna, l’Archivio storico minerario del Comune di Iglesias e l’Archivio storico di Monteponi, e rappresenterà quindi una struttura culturale di estremo interesse e importanza regionale e nazionale; nello stesso contesto di inserirà la realtà del museolaboratorio didattico, con la ricostruzione di un'antica scuola elementare che fungerà da catalizzatore della ricerca culturale e del turismo scolastico.
•Nella stessa prospettiva di valorizzazione dell’importanza di Iglesias anche come centro culturale e scientifico è la realizzazione del distretto tecnologico tra Monteponi e Serbariu (Carbonia), attraverso un accordo tra le due amministrazioni locali, Promea, Asvisi (associazione delle imprese che operano a Porto Vesme), Sardegna Ricerche, particolarmente rivolto alla ricerca e spin off produttivo nei campi della scienza dei materiali, della gestione e inertizzazione delle scorie, del risanamento ambientale e delle georisorse. Mentre Masua punterà sulla sua vocazione turistica, San Giovanni Miniera ospiterà la sede del Parco Geominerario, il museo delle macchine ed il parco dei geomorfismi della Sardegna.